I 10 LIBRI EROTICI CHE FANNO IMPALLIDIRE LE 50 SFUMATURE DI GRIGIO

 

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In principio c’era 50 sfumature di grigio.

Ebbene, no. In principio c’era solamente il sesso. Poi è arrivata la scrittura, poi il romanzo, e da qui è nato lo sfogo erotico delle donne di mezzo mondo. Non amo quel libro pseudo-erotico, frutto di una donna di mezz’età che non fa altro che raccontare una storia da libro Harmony con qualche sculacciata, per ringalluzzire le fantasie di borghesi raggrinzite e casalinghe assuefatte da Facebook.

 

Ma questo libruncolo scritto alquanto male non è affatto il precursore del genere. La Storia ci offre (fortunatamente) esempi di letteratura erotica molto, molto più appassionata, veritiera, scandalosa, perversa, a volte oltre i limiti della decenza e soprattutto meglio scritti.

La letteratura erotica è un’arte molto difficile e ha inizio nella notte dei tempi.

Se perciò avete voglia di titillare la vostra fantasia con delle amene storielle che vi avvicinano alla natura e alla pace dei sensi, qui trovate alcuni capolavori del genere.

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L’ARTE POPOLARE DELLA SCRITTURA

Quando mi accingo a leggere delle parole, che sia un libro, un articolo di giornale, un saggio, una semplice prosa, l’unica cosa che davvero mi interessa è la scrittura.

Il contenuto viene dopo, o per meglio dire, consequenzialmente. Ciò che, di primo acchito, colpisce il lettore, è la parola, carica di significati, pregna di esperienze. In una singola parola il lettore inserisce il suo mondo, ricorda il suo vissuto. Figuriamoci in una frase intera!

Per questo l’ortografia, la sintassi, la semantica, la precisione, non sono delle astruserie minuziose di menti troppo perfette, che si ostinano a voler vedere la “bella scrittura”, tarpando le ali al progresso. Sia mai!

Noi di P&G amiamo l’innovazione e per questo siamo promotori del buon uso della parola. Continue reading

CARI GIORNALISTI, ECCO PERCHE’ NON AVETE CAPITO #COGLIONENO

La campagna del Collettivo Zero #coglioneNO, ha riscosso tanto successo tra i giovani, quante critiche da parte di chi uno stipendio ce l’ha.

Ogni giornalista che ha mal parlato di questi video apriva sempre il suo pezzo con “Ora direte tutti che parlo così perchè io ho uno stipendio, ma non è così”.

No, no. E’ proprio così.

Chi riceve soldi in cambio delle proprie prestazioni è un privilegiato. Quante volte ho detto a mia madre “Vado a vendere il culo piuttosto che passare ore a correggere pezzi mal scritti, non pagata”! Ma anche vendere il culo è una nobile arte, e non tutti siamo portati.

Si suole spesso dire che chi non ha un parente malato, non può parlare correttamente di eutanasia. Così chi non è mai stata incinta, non può parlare di aborto. O può parlarne relativamente, mai dalla parte etica.

Perchè allora dovremmo credere alle parole degli accusati, piuttosto che a quelle di chi non viene pagato?

Perchè la campagna consisteva in questo: pagateci.

E’ vero che, in un mondo in cui tuo nipote che fa il linguistico può tradurti il sito internet, l’offerta è terribile. I risultati sono pessimi perchè la domanda c’è, ma l’offerta valida si confonde nel mezzo di tanti liceali o persone poco avvezze a quel mestiere.

Si è parlato di esperienza. Continue reading

LE PAROLE, MATTONCINI DELLA REALTA’.

Fa più morti la penna della spada.

E mai detto fu più vero.

Volevo cominciare scrivendo: “Oggigiorno, nella nostra società…”. Ma mi rendo conto che è troppo scontato, un po’ easy e spendibile in qualsiasi contesto.

Poi mi rendo conto che è proprio della nostra società, quella di cui sto parlando. E rendendomi conto della mia incapacità di apertura di un pezzo, realizzo che il problema di fondo non è il suo contenuto, ma la sua forma. Continue reading