CIO’ CHE CI RESTA DEGLI ANNI ’90: VENT’ANNI DI OASIS

 

 

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Sembrava un 11 aprile come tanti altri, ma era l’11 aprile del 1994. La radio cominciò a passare un singolo di nome Supersonic.

 

Era il 1994, e in molti credettero di aver trovato una ragione di vita dopo la morte di Kurt Cobain.

Per i primi mesi non ebbe molto successo: era una canzone dal testo strano, difficile da capire, con troppa chitarra e del pop sconclusionato; resta il singolo più basso in classifica della band, nonostante sia una delle preferite da questa e dai fan.

 

Ma poco importa. L’11 aprile del 1994 fecero il grande salto sulla scena gli Oasis, la band simbolo del british anni ’90 che ha accompagnato per vent’anni le generazioni, e continua sebbene i Gallagher si siano separati. Continue reading

LA RISPOSTA DI RUFUS WAINWRIGHT AI PAPABOYS. NOI SIAMO PRONTI PER LA SUA POESIA

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Dopo le accese polemiche in seguito alla sua partecipazione al Festival di Sanremo, il cantante canadese Rufus Wainwright ha deciso di rilasciare una dichiarazione a mezzo stampa:

 Le reazioni all’apparizione a Sanremo di Rufus Wainwright da parte di alcuni gruppi conservatori cattolici, è stata una grossa sorpresa. Pensa che alcune delle cose che sono state dette su di lui da molti media necessitano di una rettifica. Continue reading

LE 10 CANZONI DI SANREMO DI CUI CI VERGOGNEREMO (ANCHE DA SUBITO)

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Il Festival di Sanremo è il Festival della canzone italiana. E già qui si potrebbe aprire un dibattito sulla presunta qualità di suddetta musica da un decennio a questa parte.

Ma ci sono state delle canzoni presentate a Sanremo (e alcune di queste hanno anche vinto) delle quali dovremmo davvero vergognarci. Che hanno fatto scendere l’Italia agli ultimi posti nella classifica qualitativa della musica mondiale; dopo la Namibia sicuramente.

Ecco quali:

1) 2001: Stai con me (Forever) –  Gazosa

Avete bisogno di un commento? Vinse nel 2001 nella categoria Nuove Proposte, e non voglio pensare come fossero le altre. I Gazosa erano quelli che cantavano WWW MI PIACI TU, canzone dal profondo contenuto sentimentale, che analizzava l’amore tra adolescenti nell’epoca cibernetica. Un Tenco dei giorni nostri, insomma.

Io me ne sono vergognata dopo i primi dieci secondi, non so voi.

http://youtu.be/yIWpdYzpLHk Continue reading

10 CANZONI CHE COMPIRANNO I 20 ANNI NEL 2014

Il 1994 dev’esser stato un anno prolifico, per le canzoni rimaste nella storia della musica. Sarà che andavano di moda le droghe sintetiche, sarà per qualche strana influenza orientale, sarà per la nascita di alcuni movimenti musicali.

Sta di fatto che quest’anno molte canzoni compiranno i fatidici 20 anni. Vediamo quali.

1) Buddy Holly (Weezer)

Questa canzone è stata uno dei manifesti anni ’90. Sotto l’etichetta di alternative rock, Buddy Holly è ispirata al famoso cantante omonimo, e rilasciata il giorno del suo 58esimo compleanno.

Il video, indimenticabile, fu girato in stile Happy Days, mentre i Weezer si esibivano nel famoso locale Arnold’s Drive-In.

http://www.youtube.com/watch?v=kemivUKb4f4
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GRAMMY: E NOI ITALIANI?

Inghilterra, Francia, Nuova Zelanda.

Queste le nazionalità più premiate ai Grammy Awards della scorsa notte nei maggiori premi, sovrastando l’americana nazione.

E’ la prima volta che degli stranieri del Vecchio e Nuovissimo Mondo fanno incetta di riconoscimenti nelle categorie più importanti, come Best Album, Best Record, Best Rock, Best Song. Daft Punk, Paul McCartney, Lorde sono riusciti ad imporsi negli Stati Uniti chi con estrema facilità, chi dopo anni di duro lavoro.

Gli Stati Uniti si stanno aprendo al mondo riconoscendo la musica internazionale?

I Daft Punk hanno sicuramente azzardato, con quest’album. Hanno deciso di chiamare ospiti illustri dopo decenni di onorata carriera (sono anche loro un frutto degli anni ’90) per mettere assieme un disco che racchiude le vecchie sonorità dance e funk degli ani ’70-’80 per remixarle nella loro eccellente salsa elettronica. Tocco finale: Pharrell Williams e Julian Casablancas a cantare i singoli.

Hanno azzardato, ci hanno provato. E sono stati premiati.  Continue reading

LE 7 COSE DA NON FARE IN UNA DISCOTECA

Ci sono discoteche e discoteche, direte voi. Questo è vero. Non ho una grande esperienza in fatto di frequentazione alcolica di suddetti locali. ci vado, se c’è musica elettronica non la ballo perchè non so oggettivamente come fare, osservo il bestiario umano. Da questo si capisce perchè sono cresciuta così. Ma capiteci, i concerti erano molto meglio.

Ma ci sono delle regole che non vanno mai e poi mai dimenticate.

1) Lo scatto compulsivo di fotografie

Ogni discoteca, ormai, ha il proprio fotografo personale; ingaggiato dal proprietario, a parte rare eccezioni è un pischello del luogo con cravattino e pettinatura strana (se donna, capelli lisci o corti e e colorati, magra magra e in canottiera), alle prime armi. Le pose variano di anno in anno: un’estate va di moda lo scatto dall’alto in basso, poi dal basso in alto, poi l’effetto sfocato, poi quello più pallido. E’ altamente irritante, ma ci sta.

A questo si aggiunge un assunto fondamentale: le discoteche sono buie. Perciò i vostri selfie con le amiche hanno il solo effetto di accecare le persone circostanti. Abbiamo capito che volete documentare momento per momento la vostra eccitantissima serata, ma una o due foto delle vostre imbarazzanti sbronze bastano.

Inoltre, non postatele subito su Facebook fermandovi nel mezzo della pista, accendendo la luce bianca del social e rompendo i maroni al mondo intero. Volete avere dei ricordi? Mettete giù il telefono e cominciate a farveli.

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