SULL’OBIEZIONE DI COSCIENZA IN AMBITO SANITARIO

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“Non sono il candidato cattolico alla presidenza. Sono il candidato alla presidenza dei Democratici che è anche cattolico. Non parlo per conto della mia Chiesa su questioni pubbliche – e la Chiesa non lo fa per me. Qualsiasi questione dovesse venire alla mia attenzione come Presidente – sul controllo delle nascite, divorzio, censura, azzardo o altro – prenderei la mia decisione sulla base di questi punti di vista, sulla base di ciò che la mia coscienza mi dice essere di interesse nazionale, e senza tener in considerazione qualsiasi pressione religiosa o precetto dall’esterno. E nessun potere o minaccia di punizione mi farebbe decidere altrimenti. Ma se dovesse mai arrivare il momento in cui – e non dico potrebbe non arrivare mai – quando il mio lavoro dovesse chiedermi di violare al mia coscienza o l’interesse nazionale, rassegnerei le mie dimissioni; e spero che qualsiasi altro servitore del popolo con una coscienza faccia lo stesso”.

In Italia non succede. Queste le parole di un J.F.Kennedy in campagna elettorale, negli anni ’60; un cattolico antiabortista e che non ha mai anteposto l’interesse personale all’interesse nazionale.

Siamo in Italia, nel 2014; a Jesi, in provincia di Ancona, non si effettuano aborti: 10 medici su 10 sono obiettori di coscienza. Circa il 70% dei ginecologi italiani, a servizio del popolo, in realtà non attuano quello che Kennedy si auspicava; se volete abortire andando in ospedale qualsiasi, rischiate di trovare solo tre medici disposti su dieci, se non addirittura nessuno. Continue reading

RENZI: COME TI RIESUMO IL SILVIO INFELTRITO

Il principe Berlusconi è andato in visita alla corte del granduca fiorentino Renzi, per mettere a punto la nuova proposta di legge elettorale invocata da anni.

 

Chiamatela pure Italicum, ha detto il Matteone. E’ del resto un sistema spagnolo proporzionale e corretto, con premi di maggioranza solo dopo una certa soglia, sbarramento stretto e liste bloccate.

 

Sistema spagnolo proporzionale e corretto?!

Fatemi capire: non siamo in grado di fare la minima legge per impedire ad un delinquente di governare, e andiamo a prendere le leggi degli altri?

Ma è “revisionato e corretto”, dicono. Quindi non solo andiamo a prendere una riforma concepita per un altro Paese, ma lo rivediamo e correggiamo pure, per adattarlo al nostro. Continue reading