ALLE ELEZIONI UN SEDERE NON VALE UN ALTRO

 

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Il fatto è molto semplice.

La responsabile della comunicazione di un partito politico posta una foto di sé in bikini, sulla barca, con il sedere ben in vista; sopra, la scritta “ Ciao. E’ iniziata la campagna elettorale e io uso qualsiasi mezzo. Votate X”.

 

Che sia il solito (ex) Cavaliere che ci delizia con una delle sue olgettine, pronte a tutto pur di difenderlo? Ebbene no.

Che sia il Pd che decide di virare, di cambiare tattica, usando una Boschi in lingerie per attirare le simpatie dei guardoni? Ebbene no.

Che sia il Movimento 5 Stelle che ci propone una grillina che si farebbe tatuare “Peppe I love u” sulla chiappa? Ebbene, ancora una volta no.

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SULL’OBIEZIONE DI COSCIENZA IN AMBITO SANITARIO

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“Non sono il candidato cattolico alla presidenza. Sono il candidato alla presidenza dei Democratici che è anche cattolico. Non parlo per conto della mia Chiesa su questioni pubbliche – e la Chiesa non lo fa per me. Qualsiasi questione dovesse venire alla mia attenzione come Presidente – sul controllo delle nascite, divorzio, censura, azzardo o altro – prenderei la mia decisione sulla base di questi punti di vista, sulla base di ciò che la mia coscienza mi dice essere di interesse nazionale, e senza tener in considerazione qualsiasi pressione religiosa o precetto dall’esterno. E nessun potere o minaccia di punizione mi farebbe decidere altrimenti. Ma se dovesse mai arrivare il momento in cui – e non dico potrebbe non arrivare mai – quando il mio lavoro dovesse chiedermi di violare al mia coscienza o l’interesse nazionale, rassegnerei le mie dimissioni; e spero che qualsiasi altro servitore del popolo con una coscienza faccia lo stesso”.

In Italia non succede. Queste le parole di un J.F.Kennedy in campagna elettorale, negli anni ’60; un cattolico antiabortista e che non ha mai anteposto l’interesse personale all’interesse nazionale.

Siamo in Italia, nel 2014; a Jesi, in provincia di Ancona, non si effettuano aborti: 10 medici su 10 sono obiettori di coscienza. Circa il 70% dei ginecologi italiani, a servizio del popolo, in realtà non attuano quello che Kennedy si auspicava; se volete abortire andando in ospedale qualsiasi, rischiate di trovare solo tre medici disposti su dieci, se non addirittura nessuno. Continue reading

I HAVE A DREAM: STACARME DA L’ITALIA (sulla guerra di secessione italo-veneta)

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Da un po’ di giorni pullulano banchetti di raccolta firme tra le vie delle cittadine venete. Sarà il Pd che regala spillette? Il nuovo slogan del centrodestra? Qualche associazione animalista che vuole boicottare qualche raccolta fondi per la ricerca sulla malattia di Rett?

Ebbene no.Si tratta di una vicenda ampiamente trattata dai giornali stranieri più importanti (Daily Mail: “La ricca Venezia indice un referendum per staccarsi da Roma”) soprattutto in territorio anglosassone, i quali si stupiscono del silenzio italiano a riguardo. Un silenzio che, a detta del Telegraph e della BBC, rasenta lo scandalo.

 

Da un po’ di mesi alcuni attivisti di “Plebiscito 2013”, un reparto staccato di Indipendenza Veneta (partito regionale con cospicuo numero di voti), fanno pubblicità e dal 16 marzo raccolgono firme per una presunta Indipendenza del Veneto. Insomma: firma se vuoi staccarti dall’Italia e creare lo Stato Veneto. Continue reading

CARI GIORNALISTI, ECCO PERCHE’ NON AVETE CAPITO #COGLIONENO

La campagna del Collettivo Zero #coglioneNO, ha riscosso tanto successo tra i giovani, quante critiche da parte di chi uno stipendio ce l’ha.

Ogni giornalista che ha mal parlato di questi video apriva sempre il suo pezzo con “Ora direte tutti che parlo così perchè io ho uno stipendio, ma non è così”.

No, no. E’ proprio così.

Chi riceve soldi in cambio delle proprie prestazioni è un privilegiato. Quante volte ho detto a mia madre “Vado a vendere il culo piuttosto che passare ore a correggere pezzi mal scritti, non pagata”! Ma anche vendere il culo è una nobile arte, e non tutti siamo portati.

Si suole spesso dire che chi non ha un parente malato, non può parlare correttamente di eutanasia. Così chi non è mai stata incinta, non può parlare di aborto. O può parlarne relativamente, mai dalla parte etica.

Perchè allora dovremmo credere alle parole degli accusati, piuttosto che a quelle di chi non viene pagato?

Perchè la campagna consisteva in questo: pagateci.

E’ vero che, in un mondo in cui tuo nipote che fa il linguistico può tradurti il sito internet, l’offerta è terribile. I risultati sono pessimi perchè la domanda c’è, ma l’offerta valida si confonde nel mezzo di tanti liceali o persone poco avvezze a quel mestiere.

Si è parlato di esperienza. Continue reading

SQUILLO GAME: MORALE ZERO, GIOCATORI IN DELIRIO

Attenzione: quest’articolo contiene parole non adatte a un pubblico di minori o femministe infoiate. Preciso che questo pezzo sarà una recensione puramente ludica, che non prenderà posizione sulla moralità del gioco.

In principio ne aveva parlato un noto canale Youtube dedicato ai videogiochi, “Parliamo di Videogiochi”. In seguito era finito in Parlamento tra le ire delle senatrici Baio, Garavaglia e Bianconi.

Ma cosa può aver fatto un videogioco per rischiare di divenire oggetto di un’interrogazione parlamentare? Avrà istigato al suicidio qualche mente debole? Avrà indotto qualche bambino a uccidere i genitori con la bistecchiera (no, quello è successo davvero)?

Nulla di tutto ciò. Il gioco in questione si chiama “Squillo”, prodotto dalla rispettabilissima Raven.

Non è propriamente un videogioco, dato che si tratta di un gioco di carte e ha letteralmente spopolato ai Lucca Games. Il primo della serie, Squillo Pappa, è andato esaurito in poco tempo e restano in circolazione le versioni Squillo Deluxe e Squillo Bordello d’Oriente. Continue reading

IL 2013, UN ANNO MESE PER MESE

Gennaio

Neppure Paolo Fox dava quest’anno per vincente, per nessun segno. Chi avrebbe copulato un po’ di più, chi avrebbe avuto un risarcimento di cento euro, ma nessuna cosa degna di nota.

Tutti pensavano – beh, è tipico degli astrologi dire che i primi sei mesi non saranno favorevoli, poi ci si può sempre riprendere col secondo semestre.

Ma non è come all’università, dove si può sempre contare sul mitico e leggendario secondo semestre “in cui si studia di più”.

E infatti l’anno non si è aperto molto bene: il 4 gennaio a Los Roques scompare un aereo con a bordo sei italiani, tra cui Vittorio Missoni. E’ semplicemente l’ennesimo aereo scomparso (caduto, preso in ostaggio, i cui resti sono stati usati come cibo e suppellettili decorative di cannibali con pessimo gusto nell’abbigliamento).   Continue reading

QUESTIONE DI FACCINE (QUELLE DI CORRIERE.IT)

Può capitare, leggendo la versione online de Il Corriere della Sera, di trovare degli status con una faccina a destra dell’articolo. Quelle faccine sono una palese storpiatura dei nuovi status di Facebook, o un ampliamento della versione del più famoso “Mi piace”.

Scopo di suddetti smile è quello di compiere una piccola rilevazione sullo stato d’animo dei lettori alla lettura di una certa notizia. Gli status tra cui si può scegliere sono pochi: indignato, triste, preoccupato, divertito, soddisfatto. Alle notizie del centro di Lampedusa si raccoglievano alte percentuali di indignati; se Letta dava notizia di una nuova riforma, la gente poteva apporre molti “soddisfatto”; la morte dei due italiani a Katmandu ha reso i lettori tristi.

Ma la cosa sta creando non pochi squilibri. Per ogni articolo apparso nel sito web, arriva un controarticolo di qualche blogger o giornalista a mostrare come il popolo italiano sia ignorante o insensibile in merito a certe questioni. Perchè la notizia della Kyenge che distribuisce pasti a Natale dovrebbe rendere gli italiani indignati?

Insomma, Corriere.it sta regalando parecchio materiale ai blogger e ai giornalisti del nulla. Tra i quali mi posiziono anch’io.  Continue reading