I 10 LIBRI EROTICI CHE FANNO IMPALLIDIRE LE 50 SFUMATURE DI GRIGIO

 

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In principio c’era 50 sfumature di grigio.

Ebbene, no. In principio c’era solamente il sesso. Poi è arrivata la scrittura, poi il romanzo, e da qui è nato lo sfogo erotico delle donne di mezzo mondo. Non amo quel libro pseudo-erotico, frutto di una donna di mezz’età che non fa altro che raccontare una storia da libro Harmony con qualche sculacciata, per ringalluzzire le fantasie di borghesi raggrinzite e casalinghe assuefatte da Facebook.

 

Ma questo libruncolo scritto alquanto male non è affatto il precursore del genere. La Storia ci offre (fortunatamente) esempi di letteratura erotica molto, molto più appassionata, veritiera, scandalosa, perversa, a volte oltre i limiti della decenza e soprattutto meglio scritti.

La letteratura erotica è un’arte molto difficile e ha inizio nella notte dei tempi.

Se perciò avete voglia di titillare la vostra fantasia con delle amene storielle che vi avvicinano alla natura e alla pace dei sensi, qui trovate alcuni capolavori del genere.

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ALLE ELEZIONI UN SEDERE NON VALE UN ALTRO

 

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Il fatto è molto semplice.

La responsabile della comunicazione di un partito politico posta una foto di sé in bikini, sulla barca, con il sedere ben in vista; sopra, la scritta “ Ciao. E’ iniziata la campagna elettorale e io uso qualsiasi mezzo. Votate X”.

 

Che sia il solito (ex) Cavaliere che ci delizia con una delle sue olgettine, pronte a tutto pur di difenderlo? Ebbene no.

Che sia il Pd che decide di virare, di cambiare tattica, usando una Boschi in lingerie per attirare le simpatie dei guardoni? Ebbene no.

Che sia il Movimento 5 Stelle che ci propone una grillina che si farebbe tatuare “Peppe I love u” sulla chiappa? Ebbene, ancora una volta no.

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INTELLETTUALE VS GIORNALISTA: ODI ET AMO ALL’ITALIANA

imagesIl politico fa un’affermazione; il giornalista la riporta, più o meno bene; l’intellettuale la commenta; il giornalista attacca l’intellettuale.

Questo è il loop infinito che la scena culturale italiana ci propone ogni benedetto giorno, in un continuum esistenziale che finisce per sfiancare anche l’animo più paziente.

 

Renzi manda bigliettini a Di Maio; il giornalista riporta la notizia, definendoli “pizzini” (componente spregiativa che nulla a che fare con il contenuto, ma tanto il lettore medio non va più in là del titolo); Michele Serra afferma che non è giusto pubblicare in rete un cartaceo privato; il giornalista, non si sa bene perchè, attacca l’intellettuale.

 

Siamo di fronte ad una tragicommedia in cui gli attori non fanno questo di mestiere, sono improvvisatori prestati alla parte, a disposizione dell’italiano medio che vive di questi gossip che nulla hanno a che fare con la politica. Ma tutti coloro in possesso di una connessione internet si sentono in dovere di avere un’opinione, anche quando non ce l’hanno. Continue reading

L’ARTE POPOLARE DELLA SCRITTURA

Quando mi accingo a leggere delle parole, che sia un libro, un articolo di giornale, un saggio, una semplice prosa, l’unica cosa che davvero mi interessa è la scrittura.

Il contenuto viene dopo, o per meglio dire, consequenzialmente. Ciò che, di primo acchito, colpisce il lettore, è la parola, carica di significati, pregna di esperienze. In una singola parola il lettore inserisce il suo mondo, ricorda il suo vissuto. Figuriamoci in una frase intera!

Per questo l’ortografia, la sintassi, la semantica, la precisione, non sono delle astruserie minuziose di menti troppo perfette, che si ostinano a voler vedere la “bella scrittura”, tarpando le ali al progresso. Sia mai!

Noi di P&G amiamo l’innovazione e per questo siamo promotori del buon uso della parola. Continue reading

CARI GIORNALISTI, ECCO PERCHE’ NON AVETE CAPITO #COGLIONENO

La campagna del Collettivo Zero #coglioneNO, ha riscosso tanto successo tra i giovani, quante critiche da parte di chi uno stipendio ce l’ha.

Ogni giornalista che ha mal parlato di questi video apriva sempre il suo pezzo con “Ora direte tutti che parlo così perchè io ho uno stipendio, ma non è così”.

No, no. E’ proprio così.

Chi riceve soldi in cambio delle proprie prestazioni è un privilegiato. Quante volte ho detto a mia madre “Vado a vendere il culo piuttosto che passare ore a correggere pezzi mal scritti, non pagata”! Ma anche vendere il culo è una nobile arte, e non tutti siamo portati.

Si suole spesso dire che chi non ha un parente malato, non può parlare correttamente di eutanasia. Così chi non è mai stata incinta, non può parlare di aborto. O può parlarne relativamente, mai dalla parte etica.

Perchè allora dovremmo credere alle parole degli accusati, piuttosto che a quelle di chi non viene pagato?

Perchè la campagna consisteva in questo: pagateci.

E’ vero che, in un mondo in cui tuo nipote che fa il linguistico può tradurti il sito internet, l’offerta è terribile. I risultati sono pessimi perchè la domanda c’è, ma l’offerta valida si confonde nel mezzo di tanti liceali o persone poco avvezze a quel mestiere.

Si è parlato di esperienza. Continue reading

FREELANCE SI’, #COGLIONENO.

E’ una campagna che parte dal collettivo di creativi ZERO, la nuova serie di video-campagna per la sensibilizzazione verso i lavori creativi.

Sei un copy, un social media editor, un fotografo, un giornalista? Ti senti sempre rispondere “Ti pago in visibilità”?!

Queste persone non lo direbbero mai al loro idraulico, al loro medico, al loro avvocato.

 

Anche noi siamo persone qualificate; spesso abbiamo studiato duramente, abbiamo speso soldi per farlo, abbiamo fatto stage su stage.

Abbiamo diretto blog, speso ore per correggere bozze di pseudo-giornalisti che spesso non sanno la grammatica. Abbiamo sudato per fare servizi fotografici rubati da grandi nomi. Non possiamo studiare per trovare un lavoro in cui non essere pagati.

Non abbiamo orari? Neppure gli elettricisti.

Stiamo seduti? Anche gli impiegati.

 

Frutto di una cultura tutta italiana per cui la cultura è solo uno svago e il blogger un perditempo al computer, l’Italia è uno dei Paesi (forse l’unico) al mondo, che non offre una ricompensa adeguata ai lavori creativi.

Tu dici “ti pago in visibilità”, “è un’ottima vetrina” al tuo idraulico?!

 

Riconoscete il nostro lavoro e le ore perdute a risolvere i vostri problemi. Freelance sì, #coglioneNO.

Grazie.