SULL’OBIEZIONE DI COSCIENZA IN AMBITO SANITARIO

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“Non sono il candidato cattolico alla presidenza. Sono il candidato alla presidenza dei Democratici che è anche cattolico. Non parlo per conto della mia Chiesa su questioni pubbliche – e la Chiesa non lo fa per me. Qualsiasi questione dovesse venire alla mia attenzione come Presidente – sul controllo delle nascite, divorzio, censura, azzardo o altro – prenderei la mia decisione sulla base di questi punti di vista, sulla base di ciò che la mia coscienza mi dice essere di interesse nazionale, e senza tener in considerazione qualsiasi pressione religiosa o precetto dall’esterno. E nessun potere o minaccia di punizione mi farebbe decidere altrimenti. Ma se dovesse mai arrivare il momento in cui – e non dico potrebbe non arrivare mai – quando il mio lavoro dovesse chiedermi di violare al mia coscienza o l’interesse nazionale, rassegnerei le mie dimissioni; e spero che qualsiasi altro servitore del popolo con una coscienza faccia lo stesso”.

In Italia non succede. Queste le parole di un J.F.Kennedy in campagna elettorale, negli anni ’60; un cattolico antiabortista e che non ha mai anteposto l’interesse personale all’interesse nazionale.

Siamo in Italia, nel 2014; a Jesi, in provincia di Ancona, non si effettuano aborti: 10 medici su 10 sono obiettori di coscienza. Circa il 70% dei ginecologi italiani, a servizio del popolo, in realtà non attuano quello che Kennedy si auspicava; se volete abortire andando in ospedale qualsiasi, rischiate di trovare solo tre medici disposti su dieci, se non addirittura nessuno. Continue reading

CIO’ CHE CI RESTA DEGLI ANNI ’90: VENT’ANNI DI OASIS

 

 

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Sembrava un 11 aprile come tanti altri, ma era l’11 aprile del 1994. La radio cominciò a passare un singolo di nome Supersonic.

 

Era il 1994, e in molti credettero di aver trovato una ragione di vita dopo la morte di Kurt Cobain.

Per i primi mesi non ebbe molto successo: era una canzone dal testo strano, difficile da capire, con troppa chitarra e del pop sconclusionato; resta il singolo più basso in classifica della band, nonostante sia una delle preferite da questa e dai fan.

 

Ma poco importa. L’11 aprile del 1994 fecero il grande salto sulla scena gli Oasis, la band simbolo del british anni ’90 che ha accompagnato per vent’anni le generazioni, e continua sebbene i Gallagher si siano separati. Continue reading

GESU’ ERA COMUNISTA

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Ma non mangiava i bambini. Le parole “lasciate che i bambini vengano a me” avevano altro significato.

 

Gesù ci sapeva fare con le parole. C’è chi dice sia stato il primo comunista della storia perchè predicava la condivisione; ma seguendo questo ragionamento il villaggio dei Puffi sarebbe l’esempio perfetto di comunismo, anzi: di città utopica.

 

Che Gesù sia dipinto come esempio di socialismo è storia ben nota. Nei documenti storici del socialismo italiano l’immagine di Gesù è presente ancor prima che il movimento si costituisse come partito nel 1892. Infatti in un sito web di vecchi canti socialisti è possibile leggere il testo poetico composto nel 1876 da Giacinto Stivanelli: «A Gesù Nazzareno primo martire del socialismo», evidentemente un tema centrale in certa letteratura e propaganda del tempo. Continue reading

LE 10 COSE DA NON FARE AL PRIMO APPUNTAMENTO CON UNA RAGAZZA

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Intendiamoci bene: ogni uomo ha il proprio stile, i propri punti forti. C’è chi punta tutto sulla simpatia perchè non è stato dotato di grande bellezza, chi punta tutto sulla bellezza perchè non dotato di perspicacia e chi punta sul conto in banca perchè non gli resta altro.

Ma ci sono alcune piccole cose che nessun uomo (e spesso anche nessuna donna) dovrebbe mai fare.

 

1) Bere Tequila

Sembra una stupidaggine? Ebbene no. Si estende anche agli shot di tequila e rum, margarita et similia. Il motivo principale è molto semplice, l’alito. Dopo esserti fatto in quattro per profumarti con un Daygum Protect in bagno, uno spray per l’alito e non aver bevuto il caffè, non scivolate sul Gin Tonic. Please.

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INTELLETTUALE VS GIORNALISTA: ODI ET AMO ALL’ITALIANA

imagesIl politico fa un’affermazione; il giornalista la riporta, più o meno bene; l’intellettuale la commenta; il giornalista attacca l’intellettuale.

Questo è il loop infinito che la scena culturale italiana ci propone ogni benedetto giorno, in un continuum esistenziale che finisce per sfiancare anche l’animo più paziente.

 

Renzi manda bigliettini a Di Maio; il giornalista riporta la notizia, definendoli “pizzini” (componente spregiativa che nulla a che fare con il contenuto, ma tanto il lettore medio non va più in là del titolo); Michele Serra afferma che non è giusto pubblicare in rete un cartaceo privato; il giornalista, non si sa bene perchè, attacca l’intellettuale.

 

Siamo di fronte ad una tragicommedia in cui gli attori non fanno questo di mestiere, sono improvvisatori prestati alla parte, a disposizione dell’italiano medio che vive di questi gossip che nulla hanno a che fare con la politica. Ma tutti coloro in possesso di una connessione internet si sentono in dovere di avere un’opinione, anche quando non ce l’hanno. Continue reading

UN AMORE PER 9 CAFFE’

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E’ da mesi che non esce. E’ una ragazza che preferisce stare da sola, come tutti i cuori feriti che hanno troppo amato e troppo sofferto.

Cena discreta, buona conversazione, atmosfera piacevole. “Che ti piace?”, “Come va il lavoro?”, “Ma dimmi cosa fa tua sorella?”, “E dimmi, come va col tuo ex?”. No, riavvolgiamo il nastro. Se sei un ragazzo che esce con una ragazza dal cuore ferito, con un taglio netto ancora aperto, non puoi fare una domanda del genere. Suddetta ragazza è in diritto e dovere di fuggire a casa.

E tornando a casa accosta la macchina, perchè Facebook è sempre a portato di mano, tentatore e foriero di pessime notizie. E le foto di lui con la nuova fidanzata (sì, il tipo che aveva sempre detto non avrebbe mai filato: più di dieci anni più giovane, conformista, macchina Nikon o Canon alla mano ) balzano agli occhi, con l’approvazione della di lui migliore amica che due anni prima aveva ignorato apertamente la nostra eroina.

 

E la sua mente torna a quel caffè bevuto al bar, al primo incontro.

Poi al caffè bevuto al bar del cinema, dove lui si innamora di lei.

Poi al caffè bevuto in spiaggia, di primavera, dove lui vuole baciarla e capisce di esser perso di lei.

Poi al caffè bevuto la sera in cui lui le ha chiesto di sposarla.

Poi al caffè mentre lui capisce che si stava innamorando troppo.

Poi al caffè che lui vuole così tanto bere con lei, per spiegarle il motivo di quella rottura così improvvisa.

Poi al caffè con cui tornano assieme e lui le chiede di convivere.

Poi al caffè in cui lui ancora capisce che si sta innamorando troppo.

Poi al caffè che lui beve con lei, dopo mesi, per ricominciare ancora.

 

Poi non ci sono più stati dei caffè.

 

Un amore alla caffeina. Corto e intenso. E il cui gusto resta per sempre fisso lì, sul palato.

 

Alina Twain

 

La logica stringente del maschio

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Lungi da me scrivere un articolo di lamentele sul mondo maschile: uomini e donne hanno entrambi la loro buona dose di difetti, l’importante è riderci su. Ridere, appunto: certe cose sono talmente assurde da sfociare nel ridicolo, perché noi donne siamo volubili, incoerenti ed emotive, ma neanche gli uomini scherzano!

“Abitiamo lontano, ci vediamo poco, mi tradisci”

Certo, molto logico. Ogni domenica mi faccio quattro ore di treno o due di macchina (andata e ritorno) solo perché voglio ferirti. Nemmeno la persona più sadomasochista farebbe una cosa del genere.

“Mi hai lasciato quando sono rimasta senza patente perché non ti faccio più comodo” Continue reading