COME DISTRUGGERE UN(A) CUORE A SAN VALENTINO

A tutti noi, almeno una volta nella vita, è capitato di spezzare un cuore. Di distruggerlo, di schiantarlo, di accartocciarlo senza volerlo.

A me è capitato, ironia della sorte, nel giorno di San Valentino, e di dover pur fare una constatazione amichevole.

 

Già, perchè il cuore era unA Cuore, orripilante automobile della Daihatsu somigliante ad un ferro da stiro, con la quale mi sono schiantata contro una macchina che frenava.

 

 

 

Spieghiamo le dinamiche del fatto, non era colpa di nessuno dei due. Un’auto di fronte a noi ha inchiodato bruscamente per svoltare a destra, i ragazzi nella macchina dietro hanno inchiodato a loro volta e io, che stavo per sorpassarli, mi sono schiantata col lato destro del paraurti.

Andavamo a trenta all’ora, a Treviso non si può andar più veloce. Eppure la mia Cuore, essendo giapponese e fatta di pura plastica, ha disintegrato il lato destro del paraurti anteriore, facendo il tipico “crash” del cuore andato in frantumi.

La macchina colpevole dell’incidente è prontamente fuggita, e noi, da bravi ragazzi, abbiamo compilato la constatazione amichevole.

Che amichevole non è, perlomeno nei confronti dei guidatori.

 

A scuola guida non ti insegnano come compilarla. Ti fanno vedere questo bel foglio facendoti credere che sia una cosa semplice. Ebbene, non lo è.

La constatazione amichevole è uno strumento del diavolo, un Death Note che ti fa rimpiangere di non aver chiamato la polizia locale.

Consiste in una, lunghissima pagina con copia carbone; la quale, non avendo un pezzo di cartone come tutti i normali blocchi delle ricevute, si trasferirà immancabilmente su tutte le altre copie.

 

La cosa più facile sono il nome e il cognome dei guidatori. Già dal “testimoni” si entra in crisi. Il cercare l’assicurazione giusta, tra i mille e passa bolli fatti durante la storia della macchina, è una pena.

Numero del telaio? Ma dov’è il numero del telaio. Ah già, è scritto sull’assicurazione, ma chi lo sapeva. Non parliamo delle tragicomiche: la descrizione della scena dell’incidente. Troviamo una ventina di opzioni sulle manovre che i due conducenti stavano effettuando: una cosa semplice da ricordare se hai appena acciaccato la macchina di tua madre.

Tra le opzioni, logicamente, non ci sono quelle giuste. La macchina stava sostando? No, stava rallentando perchè un cretino ha inchiodato. Stava “per” sostare? Scusate, diteci la differenza. Stava sorpassando oppure si stava immettendo nella corsia di senso opposto? Con questa domanda mi stai chiedendo se stavo sorpassando oppure sono una completa imbecille dallo sprezzante senso del pericolo, che il sabato sera si diverte a correre contromano a Treviso.

 

L’apice si raggiunge nel disegno dell’incidente. Penso che gli impiegati delle agenzie di assicurazioni abbiano una copia dei migliori dipinti sulle loro pareti.

 

Il risultato della serata?! Un San Valentino rovinato ad una coppia di ventenni e delle semplici constatazioni.

La prima è che a San Valentino, se non si è in coppia, non bisogna uscire: perlomeno perchè uno dei due guarda attentamente i cartelli e sa bene la strada.

La seconda è che un Cuore distrutto a San Valentino potevo farlo solo io.

 

 Questo è il ferro da stiro. Ora capite perchè non mi dispiace neppure un po’.

Alina Twain

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