RENZI: COME TI RIESUMO IL SILVIO INFELTRITO

Il principe Berlusconi è andato in visita alla corte del granduca fiorentino Renzi, per mettere a punto la nuova proposta di legge elettorale invocata da anni.

 

Chiamatela pure Italicum, ha detto il Matteone. E’ del resto un sistema spagnolo proporzionale e corretto, con premi di maggioranza solo dopo una certa soglia, sbarramento stretto e liste bloccate.

 

Sistema spagnolo proporzionale e corretto?!

Fatemi capire: non siamo in grado di fare la minima legge per impedire ad un delinquente di governare, e andiamo a prendere le leggi degli altri?

Ma è “revisionato e corretto”, dicono. Quindi non solo andiamo a prendere una riforma concepita per un altro Paese, ma lo rivediamo e correggiamo pure, per adattarlo al nostro.

Solo noi ci vediamo qualcosa di insensato? Non era più semplice creare ex novo una legge elettorale adatta al nostro Paese?!

Evidentemente no; per questo siamo andati a prenderla da un Paese che, come si sa, non sta proprio benissimo in fatto di politica.

 

Ma il fatto più adorabile è che sia stato compiuto da un simpatico burlone e da un pregiudicato. Così, in allegria, vicino alla foto di Che Guevara che nel frattempo si rivoltava nella tomba.

 

Caro Renzi, il problema non è una nuova legge elettorale; non è il com’è fatta (del resto tutto è opinabile). Il problema consiste nell’averla fatta con un criminale.

Berlusconi andava lasciato lì, nel dimenticatoio, in un angolino della sua casa di Arcore, ad infeltrirsi come le maglie di lana troppo usate.

Matteo, volevi essere il nuovo Salvatore della Patria? Dovevi relegarlo nel suo posticino, ad invecchiare in solitudine; se n’era già andato a morir politicamente lontano, come fanno i gatti.

 

Sentivi un bisogno così forte di andare a risvegliare qualcuno che ora si prenderà il merito di una nuova legge, che tornerà in pista e ti darà filo da torcere?

 

Sappiamo tutti che alla gente di sinistra non piace vincere facile. Ma per una volta, una sola volta, non potevi lasciarci questa dolce illusione?

 

Capisco che davanti alla scheda elettorale il nome di Renzi fosse più semplice, più immediato. Forse il più razionale, all’epoca. E ora, misteriosamente, come in altri ben noti casi, tutti tirano indietro le mani e dicono “Eh, ma io ho votato Pippo”.

 Un po’ di schede a caso

 

Alina Twain

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