I 5 FENOMENI MUSICALI ANNI ’90 CHE DOVREMO SPIEGARE AI NOSTRI NIPOTI

Ogni epoca ha i suoi, si suol dire.

Gli anni ’70 hanno visto il fiorire di band come i Cugini di Campagna e I Collage, gli anni ’80 hanno visto il Gioca Jouer di Claudio Cecchetto.

Tutti, in un modo o nell’altro, devono vergognarsi di qualche chicca della loro adolescenza. Non parliamo del successo di Titanic oppure delle Spice Girls: quelle sono cose dovute al comune ormone adolescenziale che colpisce sempre quando meno te lo aspetti.

Noi parliamo di veri e propri fenomeni insensati, impossibili da concepire per qualsiasi essere umano sano di mente, venuti sulla terra al solo scopo di confondere i giovani dell’epoca e far sorgere un quesito ai loro nipoti: Ma perchè?!

Ecco alcuni dei fenomeni musicali anni ’90, delle nostra giovinezza, che tutti dovremo un giorno spiegare ai nostri nipoti.

  1. B*Witched

Gruppo musicale irlandese, hanno cominciato la loro (breve) carriera nel mondo della musica e sono più conosciute per esser state le promotrici del giubbino in jeans.

Erano quelle che cantavano C’Est La Vie. Erano coccolose, pucciottose, tutte arancioni. Sembravano le collanine di caramelle dure colorate.

Dopo due piccoli successi in Italia, il terzo singolo non entrò neppure in classifica. In pochi le seguirono ancora; tranne me, dato che ho il loro cd.

Ma nessuno si dimentica ciò che dovrà spiegare ai propri nipoti, un giorno: il giubbino di jeans.

Quell’obbrobrio che vostra madre vi costringeva a portare in gita alle elementari, totalmente inutile: se faceva freddo, non copriva per nulla; se faceva caldo, rischiavate di lessarvi.

Ecco, le B*Witched ebbero la geniale idea di colorarlo di scuro, stringerlo, abbinarlo ad un paio di orripilanti jeans dal polpaccio col risvolto (che solo le irlandesi possono portare). Grazie, care. Grazie mille.

Le B*Witched dopo aver assunto il loro acido quotidiano, col loro giubbino in jeans

  1. Hit Mania Dance

Non amo sputare nel piatto in cui ho mangiato, ma questa è una cosa della quale dovrò rispondere ai miei nipoti.

Ho delle cassette di Hit Mania Dance Champions. Gli anni ’90 hanno segnato l’inizio di una rinascita per il genere dance, che cominciava a contaminare anche il pop.

Perciò io posseggo due cassette di Hit Mania del 1995, completamente vintage, consumate nelle parti in cui cantano Alexia e Robert Miles. Haddaway, Corona, La Bouche, Gigi D’Agostino.

Grande rispetto per un musicista per Robert Miles. Ma quelle cassette erano il top del top del trash, un concentrato di cose improponibili anche per i palati più commerciali. Dovremo renderne conto, Oh, se dovremo farlo!!

 Una mefistofelica copertina

  1. Marco Masini

Gli uomini si tocchino i gioielli, le donne la tetta sinistra. Si sa, porta sfortuna.

Oltre alla cara Laura Pausini, che non ho il coraggio di nominare, Masini sarà uno dei fenomeni italiani che la nostra generazione si porterà con sé.

Perchè amare uno che cantava “Vaffanculo” e “Bella stronza”, senza voce né gusto musicale?!

Ma a ben pensarci, ora ascoltano Fabri Fibra. Quindi potremmo anche non vergognarcene.

 Eccolo nel suo splendore

  1. Aqua

Parliamoci chiaro. Avevo la cassetta degli Aqua (masterizzata, ovviamente). Li considero degli ottimi musicisti, con delle canzoni ironiche e parodistiche al limite dell’assurdo.

Però dovremo spiegare perchè volevamo essere tutte delle Barbie gonfiate e farci sbattere notte e dì da un tizio in macchinona. O forse no.

Sta di fatto che lei aveva stile, tanto stile; è stata precursore dei capelli corti colorati, sdoganando i tatuaggi sulle braccia per le donne.

 Un poster del Cioè. Vorrei dire.

  1. Non è la Rai

Non era comprensibile all’epoca, non è comprensibile ora, figuriamoci fra quarant’anni.

Ambra Angiolini cantava obiettivamente male. Era vestita obiettivamente male. Ballava obiettivamente male.

E allora….perchè?!

 Il paradiso del pedofilo anni ’90

C’è chi mi ha suggerito di introdurre gruppi come i Backstreet Boys, Britney Spears oppure gli Hanson. Ma di quelli non c’è nulla di cui vergognarsi; eravamo giovani, abbiamo avuto le nostre sbandate. Inoltre quelli sono divenuti, chi in un modo e chi in un altro, dei veri e propri fenomeni di costume.

Ma loro no.

Loro sono i principali cinque fenomeni musicali anni ’90 di cui dovremo rendere conto ai nostri nipoti.

Alina Twain

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