DIEUDONNE’, ANTISEMITA AL BANDO: LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI PAROLA O BUONSENSO?

A fronte dell’antisemitismo, degli attacchi all’ordine pubblico e delle umiliazioni che suscitano delle indegne provocazioni e delle discriminazioni, chiedo ai rappresentanti dello Stato ed in particolare ai prefetti di essere vigili ed inflessibili”.

Queste le parole di Françoise Hollande, presidente francese, parlando dell’interdizione nei riguardi del comico Dieudonné dagli spettacoli pubblici.

Il motivo? Molto semplice. Dieudonné è un comico famoso per le sue uscite antisemite ai limiti della violenza, e per aver inventato il gesto della “quenelle”, una sorta di saluto romano al contrario. I commissari hanno quindi potere di sanzione penale nei confronti dei teatri che ospiteranno il comico antisemita, e di poter ristabilire l’ordine nell’eventuale folla rivoltosa.

Una decisione molto azzardata, quella francese, che apre un precedente nella Storia della Repubblica. Da sempre si erige a paladina dei diritti umani e della libertà di parola, portatrice dei grandi valori di indipendenza di pensiero. Patria delle più grandi filosofie, appare strana questa sorta di censura, quasi incostituzionale.

I francesi sono divisi nel giudicare l’operato del Ministro degli Interni Manuel Valls, e non si tratta, come spesso succede in Italia, di contrapposizioni puramente politiche tra destra o sinistra.

Le idee, nella Francia moderna, sono sempre state abbastanza indipendenti dalle logiche di partito, come insegna l’affare Dreyfus.

E appunto a questo si riconducono molti aspetti della discussione sull’interdizione del comico antisemita.

Per noi italiani, abituati al pressapochismo delle idee, appare una cosa strana. “Punire” un’ideologia, non si è mai sentito. Qui in Italia, del resto, parliamo e rimpiangiamo spesso i tempi del duce, eppure nessuno si sogna di controbattere.

Ma noi spesso non ricordiamo di esser stati patria degli ideali del fascismo, li abbiamo dimenticati: caratteristica tipica dell’italiano medio.

La Francia, al contrario, non dimentica.

E’ stata la culla dell’antisemitismo moderno, e lo ricorda bene. I focolai erano presenti ben prima dell’affare Dreyfus e sono stati trasversali nelle ideologie politiche: c’erano antisemiti di destra così come di sinistra; era una malattia diffusa, un odio indipendente dalle logiche dei partiti. Non a caso la Francia dominata dalla Germania, diede a lei molti ebrei seppur cercando di salvare i bambini.

Un comico antisemita, per i francesi, non sta esprimendo una forma di pensiero. Sta esprimendo un’ideologia che potrebbe attecchire e attizzare molti focolai che non stanno aspettando altro che una ragione per scatenarsi. Per questo motivo la ragione data dal Ministro Valls è la prevenzione di atti vandalici e misure di ordine pubblico.

Noi potremmo semplicemente paragonarlo ad un Grillo che instilla semi di complottismo parlando ad un malcontento generale, plagiandolo le persone fino a far loro dire che Bersani è stato colto da un’ischemia causata dalle scie chimiche che lui ha permesso.

Ma questa tipologia è forse peggiore di Grillo. Mentre quest’ultimo si limita talvolta all’urlo al limite dell’assurdo, Dieudonné parla di ideologie malate.

La differenza tra noi italiani (che acclamiamo su Facebook ben peggio) e i francesi, risiede nel fatto che, per fortuna, noi siamo pressapochisti e pieni di belle parole. Perchè se dovessimo mettere in atto quello che davvero pensiamo nel privato, come fanno i francesi, la situazione sarebbe davvero pericolosa. Sarebbe come permettere ad un comico italiano di parlare in favore delle leggi razziali, di esprimere il proprio assenso nei confronti dell’eugenetica per una razza italica. Capirete molto più facilmente che la cosa potrebbe sembrare assurda.

E se all’apparenza sembra limitazione della libertà di parola, bisogna mettersi dalla parte dei francesi. Quando è stata data libertà di poter esprimere idee antisemite, non è mai finita bene.

C’è chi parla di di deriva della Francia e dei suoi valori, c’è chi parla invece di preservazione di questi valori. Se Hollande è arrivato a questo punto, però, dei motivi ci saranno.

Di sicuro non è la miglior misura, di sicuro non è la cosa a cui il governo francese mirava; ma ora c’è, e vedremo dove porterà.

 Un Dieudonné circondato dalla folla

Alina Twain

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s