PAUL MCCARTNEY: VIVO, MORTO O X.

Paul Is Dead. Paul è morto, vuole la leggenda.

Nel 1969 cominciò a circolare una voce sulla presunta morte di Paul McCartney, bassista dei Beatles, avvenuta nel 1966 in seguito ad un incidente stradale.

Ma no, Paul fa tuttora concerti, direte voi. Leggenda vuole, infatti, che venisse sostituito da William Stuart Campbell, un attore scozzese che venne sottoposto a diversi interventi di chirurgia plastica per somigliare al bassista.

Secondo questa teoria, Hey Jude, Let it Be (una delle mie canzoni preferite!), The Long and Winding Road e Helter Skelter sarebbero state composte da un illustre sconosciuto e non dal vero Paul McCartney.

Probabilmente l’intera storia prende il via da un vero incidente che vide protagonista Paul, ma non mortale. Già nel 1966 delle voci cominciarono a circolare nell’ambiente, ma è nel ’69 che, in seguito ad una trasmissione radiofonica in cui un anonimo sosteneva che Paul fosse in realtà William Campbell, la leggenda ebbe inizio.

La discografia dei Beatles cominciò ad essere passata al setaccio in ogni minimo dettaglio: le tracce vennero ascoltate per il verso giusto, al contrario, saltando frasi e secondo il Codice Da Vinci.

I fan riuscirono a ritrovare degli indizi sulla presunta morte di McCartney anche negli album antecedenti al 1966 (gliel’avevano tirata, forse). Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Bands conterrebbe decine di contorti indizi, dalla bambola simile a Shirley Temple con la maglia dei Rolling Stones ad indicare che gli storici nemici “sapevano tutto”, ad una mano alzata sulla testa di Paul a simboleggiare la morte in antiche civiltà orientali.

Non parliamo del tricheco di I Am The Walrus, noto simbolo di morta nella civiltà eschimese.

O I’m So Tired la quale, alla fine, se ascoltata al contrario, conterrebbe la voce di Lennon che dice “Paul is dead, man, miss him, miss him, miss him”.

Anche Mistero non poteva mancare, con le sue analisi biometriche al cranio e alla voce dei “due Paul McCartney, che sembrerebbero non combaciare. Le piste sataniste sono state battute in tutte le direzioni possibili.

Ma noi sappiamo che non è andata così.

Paul non è mai morto, è sempre stato vivo.

Quella notte non morì in un incidente prestando soccorso ad una ragazza incinta. Quella ragazza era semplicemente un agente in incognito dell’FBI che, sotto copertura, volle portarlo nella segretezza generale al Pentagono.

Lì Paul venne sottoposto ad una serie di elettroshock e biopsie per capire il meccanismo del cervello musicale. Il governo aveva pensato, in un primo momento, di rapire anche John Lennon per poter effettuare esperimenti incrociati al fine di poter carpire il segreto della musica. Il loro obiettivo era quello di ricreare un essere umano con le caratteristiche di ambedue i musicisti per poter ottenere le melodie perfette.

Purtroppo Lennon era un bersaglio più difficile da poter rapire, e il governo si accontentò solamente di McCartney.

Quando non riuscirono ad estrapolare sufficienti informazioni sul funzionamento delle sue sinapsi, si accorsero di avergli causato troppo danni. Diedero il via, quindi, ad un’operazione rischiosissima di alta tecnologia, inserendo nel cervello di Paul alcune cellule neuronali degli alieni grigi ritrovati nel 1947 a Roswell, che giacevano in uno stanzino un poco dimenticati e pieni di polvere.

Dopo averlo riportato indietro, i Beatles e il loro manager si diedero da fare per coprire il post-ricovero con meno apparizioni. Paul è sempre Paul, quindi, ma con qualcosa di “grigio”.

Del resto solamente un cervello con inserimenti alieni potrebbe spiegare la sua stima verso gli One Direction.

Tra il vivo, morto o X, noi preferiamo di gran lunga la X.

E, a parte gli scherzi, noi siamo sicuri che Paul McCartney sia vivo da una semplice cosa, una delle poche certezze nella vita che può avere un appassionato di musica: Yesterday e Penny Lane non possono essere state scritte da due autori diversi.

Una delle copertine rivelazione; ma nessuno prima d’ora aveva mai detto la x

Alina Twain

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