L’ILLEGALE PAN E VIN VENETO: SE AI GIOVANI PIACE ANCORA

Pan e Vin trevigiano

Ce ne sono tanti, di falò di inizio anno.

E ognuno di voi, finito di leggere questo pezzo, comincerà a scrivere “Ma esiste anche da noi”, “Ma anche noi lo facciamo”, “Anch’io ci vado”, “Esiste un po’ ovunque”, “Lo sappiamo tutti”.

Sì. Va bene.

Ma la tradizione del panevin (pan e vin, come volete chiamarlo), non è marcata in nessun’altra regione d’Italia quanto in Veneto.

Sappiamo tutti che è un’usanza pagana di falò di inizio anno, ma con l’inizio dell’anno poco c’entra.

In Veneto è un rito, una pratica sociale.

Si prende una bella pira di legno (e qui le province fanno a gara a chi ce l’ha più grande), ci si mette sopra una vecchia fatta di pezza e le si da fuoco, per propiziarsi un prospero anno nuovo. Bruciare il passato per inaugurare un anno di felicità.

Attorno al fuoco si beve vin brulé e si mangia la pinza, la focaccia tipica dell’Epifania (e difficilissima da cucinare, la migliore deve avere il finocchio dentro).

Cose da vecchi? Proprio no.

Il panevin è una tradizione rispettata da qualsiasi giovane, ed è una cosa abbastanza strana. E’ un rito sociale al quale accorrono i giovani veneti, tutti attorno al falò per vedere da che parte andranno le scintille: se e fuìsche e va a matìna, ciòl su’l sàc e và a farina; se e fuìsche e va a sera pàn e poènta a pièn caliera (“se le faville vanno a oriente, prendi il sacco e va a farina; se le faville vanno a occidente, pane e calderone pieno di polenta”).

Certo è che quest’anno si parla di “guerra dei panevin”. A Treviso la questura ha disposto una serie di limitazioni alle pire, che tra l’altro dovranno essere inferiori ai cinque metri. La sollevazione popolare è stata ben ampia. Non si tocchi il panevin di Treviso!!

Ben pochi divertimenti ci sono stati tolti, lasciateci almeno le nostre tradizioni.

Ma questa sera il Veneto, limitazioni o no, si illuminerà di vecchie che bruciano, ad esorcizzare il passato e ad augurarsi un anno nuovo.

Non si sa sotto quale magia, giovani e vecchi sotto lo stesso falò, a bere vin brulé e prendere i dolci dalle befane.

Che nessuno ci tocchi i panevin, l’ultimo baluardo di tradizioni ancora nostre.

La “vecia”

Alina Twain

2 thoughts on “L’ILLEGALE PAN E VIN VENETO: SE AI GIOVANI PIACE ANCORA

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s