SQUILLO GAME: MORALE ZERO, GIOCATORI IN DELIRIO

Attenzione: quest’articolo contiene parole non adatte a un pubblico di minori o femministe infoiate. Preciso che questo pezzo sarà una recensione puramente ludica, che non prenderà posizione sulla moralità del gioco.

In principio ne aveva parlato un noto canale Youtube dedicato ai videogiochi, “Parliamo di Videogiochi”. In seguito era finito in Parlamento tra le ire delle senatrici Baio, Garavaglia e Bianconi.

Ma cosa può aver fatto un videogioco per rischiare di divenire oggetto di un’interrogazione parlamentare? Avrà istigato al suicidio qualche mente debole? Avrà indotto qualche bambino a uccidere i genitori con la bistecchiera (no, quello è successo davvero)?

Nulla di tutto ciò. Il gioco in questione si chiama “Squillo”, prodotto dalla rispettabilissima Raven.

Non è propriamente un videogioco, dato che si tratta di un gioco di carte e ha letteralmente spopolato ai Lucca Games. Il primo della serie, Squillo Pappa, è andato esaurito in poco tempo e restano in circolazione le versioni Squillo Deluxe e Squillo Bordello d’Oriente.

Ma vediamo di cosa parla, avendo scatenato l’ira delle senatrici e anche di autorevoli quotidiani sicuramente non conformisti, come il Fatto Quotidiano.

Squillo Game, ideato e sponsorizzato dal geniale Immanuel Casto (il cantante delle popolari hit “50 bocca 100 amore” e “Quant’è bella la cappella”) è un gioco di carte, molto ben realizzato e complicato nelle sue logiche.

Si ispira allo stile Yu-Gi-Ho e Pokémon, con una certe componente tipica dei GdR (giochi di ruolo). Impersonerete dei papponi e dovrete combattere a suon di mignotte contro gli altri magnaccia della zona, per poter piazzare tutte le vostre prostitute e diventare il più grande sugar daddy della città.

Non osate dire che vi state già indignando.

Le dinamiche del gioco sono molto intriganti. Possediamo tre tipi di carte: le Squillo (divise in Escort, Puttane di Strada e Giovani Promesse); gli Eventi (propizi, nefasti o divini); i Power Up (difensivi, offensivi o redditizi, per aumentare il potere delle squillo).

Le squillo vanno messe tutte sul campo subito. Sì, avete capito bene cosa intendo. Potranno attaccare uccidendo un’altra troia, battere, utilizzare l’abilità personale che ogni squillo possiede, vendere gli organi.

Bisogna giocare d’astuzia, aggirare gli altri papponi, potenziare le proprie squillo e farle rendere bene. Insomma, diventare un vero magnaccia.

Superati i primi imbarazzi, Squillo Game diventa un gioco davvero appassionante, con un proprio sito internet dal quale ordinare le card online. Ammettiamo che le carte sono tra le più fantasiose.

Cleo, ad esempio, è un Giovane Promessa: guadagna 50 dollari, ha 80 punti difesa, come abilità ha visione che le permette di spiare le carte del pappone nemico, e anilingus, che la manda ad assistere una collega facendole guadagnare 100 dollari in più. 600 dollari in caso di vendita di organi.

Oltre alle classiche Spanking, Harakiri, Ingoio, Snuff Movie, una delle carte più gettonate è Senso di colpa cattolico: questa carta instilla dei precetti cattolici nella mente della tua giovane prostituta, rendendola reticente alla battonanza. La carta avrà valore fino a quando il protettore non pagherà 600 dollari per mandarla in psicanalisi, per toglierle dalla mente quel pericoloso indottrinamento cattolico.

Non parliamo di Testimone di Geova, una carta che manda un giovane testimone alla porta del magnaccia avversario, tenendolo occupato per un turno. C’è Ingoio finito in Tragedia, Possessione Demoniaca, Scientology (una maledizione per i vostri introiti), Prostitute Onlus (le vostre troie la daranno per beneficenza).

Ma chi compra quest’avvincente gioco?

Soprattutto studenti universitari e donne. Già. Donne.

Quelle non rose da uno stupido pseudofemminismo da gambe non depilate. Quelle che non hanno remore a dire “troia” in pubblico.

Quelle che non sono divenute senatrici grazie alle pratiche del gioco, semplicemente perchè non le hanno mai praticate. Quelle che attorno al tavolo da gioco ne ridono, dicendo “Ma vi ricordate quel tizio del pompino?”. Quelle che non picchierebbero mai una prostituta né ammazzerebbero i barboncini per strada.

Quelle che sanno la differenza tra un gioco e la realtà.

Ci sono pratiche offensive, dicono le parlamentari. Certo, travestirsi da Boccassini per far passare le voglie ad un vecchio non era offensivo.

C’è violenza, le donne si chiamano “troie”. Oh cielo, come se non aveste mai chiamato la vostra amica con delle parolacce e non aveste mai augurato a qualcuno di prenderlo ****.

Il Fatto Quotidiano condanna severamente le pratiche del Fisting e del Pissing. Suvvia, la cronologia del vostro Youporn parla chiaro e svela altro.

Squillo Game è un gioco politicamente scorretto, è vero. Forse anche moralmente poco accettabile. Resta di fatto che è un gioco ben fatto, appassionante, e una volta presa la mano con i vari…ehm…meccanismi, ci si può giocare per ore senza annoiarsi.

Chi critica questo gioco non ha probabilmente mai provato altri giochi sui generis, prevalentemente giapponesi in stile hentai; giochi in cui, spesso, ci si ritrova a fare stalking, ad eccitare delle minorenni o stuprare delle ragazzine. Tolto il moralismo iniziale, ci si trova davanti a dei veri videogiochi di livello eccezionale, dalla grafica al sistema gestionale alle varianti di gioco.

Come dimenticare videogiochi di altro genere, come Pandemic (un difficilissimo gestionale in cui sviluppare una pandemia) oppure Postal (IL videogioco della violenza gratuita).

Giochi moralmente scorretti che meriteranno di sicuro altre menzioni in questi pezzi, ma sicuramente non da togliere dal mercato.

Bisognerebbe togliere dalla visione degli adulti ogni telegiornale o serie televisiva italiana. Le pratiche sono conosciute a tutti, la violenza è talmente esagerata da apparire irreale come un film di Tarantino. E, almeno in questo gioco, tutto è fine a se stesso e non è mirato a raggiungere un obiettivo lavorativo.

Ps: per chi volesse informarsi, può andare al sito http://www.squillogame.com

 Il sito di uno dei giochi dell’anno

Alina Twain

http://luciogiordano.wordpress.com/2014/01/04/squillo-game-morale-zero-giocatori-in-delirio/

4 thoughts on “SQUILLO GAME: MORALE ZERO, GIOCATORI IN DELIRIO

  1. Immanuel Casto è (e sarà) l’ Andy Warhol italiano, visto che spazia dalla musica al teatro, dalle arti figurative al game entertainment.

    Poi ho visto cose che esseri voi esseri umani non conoscerete mai.
    Una mia amica catechista (eravamo amici sin da piccoli, dai tempi dell’asilo) che quando non insegnava catechismo (in cambio di una raccomandazione per un posto di lavoro) faceva cose irripetibili ed era fidanzata con 2/3 ragazzi per volta.
    E in Parlamento, in almeno una quindicina (le frequentatrici di Arcore) hanno fatto cose che fanno sembrare Immanuel Casto un “ragazzo candido e gentile”.

    Quindi condivido appieno il pensiero dell’estensore dell’articolo. Integralmente.
    E Immanuel resta uno dei pochi idoli che questi tempi moderni, scevri di significati, ci hanno donato.

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