DOCTOR WHO, 50 ANNI NEL SUO TARDIS

Il 23 novembre del 1963, alle ore 17:16:20, sulla BBC veniva posticipato di ottanta secondi un telefilm a causa di uno speciale sull’assassinio di Kennedy.

Il 23 novembre del 1963 nasceva la serie televisiva Doctor Who: la serie televisiva fantascientifica più longeva della storia.

Undici attori si sono alternati per cinquant’anni all’interno del TARDIS, una normale cabina blu della polizia che si rivela una macchina in grado di viaggiare nello spazio e nel tempo.

Negli anni’60 la BBC azzardò molto con la sua messa in onda: la serie era la più violenta presente nei canali inglesi, e non adatta alle famiglie. Ma l’immagine del TARDIS e del suo Dottore restarono scolpite nella mente e nella cultura britanniche tanto da far proseguire la serie dal 1963 al 1989.

Una volta messo in soffitta un telefilm, raramente lo si riprende in mano. In tanti hanno provato a resuscitare famose serie televisive, ma con il risultato di un pessimo esorcismo.

Eppure nel 2005 succede qualcosa di unico nella storia televisiva.

La cultura inglese era talmente pregna del Dottore e del suo TARDIS, che all’annuncio di una nuova serie tv i cancelli del Paradiso si sono aperti. Il Dottore ha cominciato a viaggiare all’estero (qui in Italia su Rai4), dapprima in sordina. Poi, con il clamore che merita.

Non pensate di trovare strani effetti speciali come in X-Files: gli alieni sono dei pupazzi e tutto è chiaramente casalingo.

E per questo il pubblico degli anni 2000 è totalmente diverso; per la maggior parte sono studenti universitari. Perchè le storie intrigano, sono colte, intelligenti, mai noiose, con trame che spaziano dalla fantascienza al noir, al gotico. L’intreccio è articolato dall’inizio alla fine della puntata, senza punti morti o domande in sospeso. Il Dottore è un simpatico giovanotto inglese con il papillon, che affascina le ragazze con la mente e il savoir faire. Non è di certo Jersey Shore.

E’ l’ultimo essere della sua specie, i Signori del Tempo, che si reincarnano ad ogni ciclo vitale. Ora il Dottore, interpretato da Matt Smith, è giunto all’undicesima reincarnazione e sta per compiere la dodicesima.

Viaggia nello spazio e nel tempo attraverso vortici temporali, sempre accompagnato da uno o due o tre amici terrestri, inseparabili. Costruiscono, come ha detto uno degli sceneggiatori, la Storia del Mondo e dell’Universo. Ma in queste avventure ai limiti dell’estremo, del Dottore non si sa nulla. Né il nome, né l’esatta provenienza, né l’età.

E uno dei segreti della longevità di questo programma, oltre all’ostentato e familiare low cost, è la non narrazione che ne sta al centro.

Il fatto di non raccontare nulla del Dottore, ma di carpire il suo passato tramite frasi dette e non dette, è un geniale artificio sul quale costruire un successo. In un’epoca in cui le serie televisive tendono a spiegare minuziosamente eventi, fatti, personaggi, il non saper nulla del protagonista principale spiazza e attrae.

Ora il Dottore compie i suoi 50 anni televisivi, sebbene in realtà ne abbia circa mille.

Ogni bambino inglese, e ora del mondo, spera un giorno di veder atterrare nel suo giardino una grande cabina blu della polizia. Per far saltar fuori un giovanotto (che tanto giovane non è) col papillon, pronto a dirti “Dove andiamo ora?” e portarti in giro nel tempo e nello spazio in cerca di nuove avventure.

“Who are you?”

“I’m the Doctor”.

“But…Doctor who?”.

File:Doctor Who - Current Titlecard.png

Alina Twain

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